CINA - FUGA SULLA LUNA E ALTRE ANTICHE STORIE

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Il viaggio, prima di essere un'avventura vissuta in concreto, è innanzitutto un'idea intellettuale, una forma di conoscenza, sia interiore che esteriore.

E' sinonimo di curiosità, di desiderio di scoprire il mondo, di attraversamento delle "frontiere" metaforiche o reali che siano.

Non è sempre vero che per "viaggiare" ci si debba muovere fisicamente. Si può andare incontro all'altro, a culture e usanze diverse, a cucine differenti leggendo libri o assaggiando gusti che ci raccontano di altri mondi.

"Dal sapore al sapere" è la nostra linea di scatole da regalo dedicata a tutti coloro che amano il "viaggio" in tutte le sue sfumature.

In un'elegante scatola nera abbiamo raccolto una serie di splendidi libri sull'Oriente accompagnati dalle spezie che si abbinano tradizionalmente alle cucine di quei luoghi.

 

In questo box trovate: il pepe di Sichuan e lo zenzero unitamente al libro"Fuga sulla luna".

 

SINOSSI

In questi celebri racconti, l'autore rielabora in chiave satirica i miti e le tradizioni della Cina, senza risparmiare neppure i grandi filosofi e intellettuali dell’antichità come Confucio, Mozi e Laozi, dei quali mette alla berlina le debolezze e il distacco dalla realtà. La sua satira si propone di portare alla luce i “difetti nazionali” della società cinese che precede l’avvento di Mao (la corruzione, la grettezza di alcune usanze popolari, il contrasto fra l’interesse pubblico e quello privato). Per la prima volta l’intera cultura cinese viene messa in stato di accusa. La rettitudine e la forza morale di Lu Xun non hanno perso vigore negli anni, tanto che le autorità cinesi hanno di recente rimosso alcuni suoi scritti dai testi scolastici, forse perché ritenuti ancora troppo scottanti.

 

AUTORE

Lu Xun, Pseudonimo di Zhou Shuren (1881–1936). Nel 1902 si reca in Giappone dove si iscrive alla facoltà di medicina per poi abbandonarla e dedicarsi alle materie letterarie. Torna in Cina nel 1909 e, dopo la proclamazione della Repubblica (1 gennaio 1912,) entra a far parte della nuova intellighenzia cinese, occupando un ruolo marginale presso il Ministero dell’Educazione. Nel 1918 pubblica il suo primo racconto di successo, Diario di un pazzo. Il drammatico periodo che segue al massacro di Pechino del marzo 1926, lo costringe a trasferirsi prima a Xiamen, poi a Canton, quindi a Shanghai.

Riconosciuto come il padre della lingua cinese moderna, alle sue esequie si registra una partecipazione popolare incredibile.

Di lui Mao Zedong disse: “Lu Xun è un grande saggio. Confucio fu il saggio della società feudale, Lu Xun quello della Cina attuale”.

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