BIRMANIA - LA VALLE DEI RUBINI

2032

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Il viaggio, prima di essere un'avventura vissuta in concreto, è innanzitutto un'idea intellettuale, una forma di conoscenza, sia interiore che esteriore.

E' sinonimo di curiosità, di desiderio di scoprire il mondo, di attraversamento delle "frontiere" metaforiche o reali che siano.

Non è sempre vero che per "viaggiare" ci si debba muovere fisicamente. Si può andare incontro all'altro, a culture e usanze diverse, a cucine differenti leggendo libri o assaggiando gusti che ci raccontano di altri mondi.

"Dal sapore al sapere" è la nostra linea di scatole da regalo dedicata a tutti coloro che amano il "viaggio" in tutte le sue sfumature.

In un'elegante scatola nera abbiamo raccolto una serie di splendidi libri sull'Oriente accompagnati dalle spezie che si abbinano tradizionalmente alle cucine di quei luoghi.

 

In questo box trovate: il curry di Burma e il cumino unitamente al libro"LLa valle dei rubini".

 

SINOSSI

La valle di Mogok, immersa nella giungla incontaminata dell’Alta Birmania, è nota in tutto il mondo come “la culla del rubino”, la pietra rara e affascinante.

Joseph Kessel, attingendo a piene mani dalla sua esperienza, narra del viaggio in questa regione pericolosa e pressoché inaccessibile in compagnia dell’amico Jean, mercante di pietre preziose, sulle tracce della favolosa collezione di rubini appartenuta al mitico bandito di strada U Min Paw e scomparsa nel nulla.

Da Bombay a Calcutta, da Rangoon a Mandalay, dai sotteranei delle miniere di Mogok alla pace delle pagode buddiste, attraverso strade infestate di ribelli e paesaggi mozzafiato, si viene proiettati in una vertiginosa galleria di popoli ed etnie, di costumi e personaggi indimenticabili. Un romanzo scritto con vigore e poesia da un grande scrittore del Novecento francese, spesso associato a Jack London o a Ernest Hemingway.

 

AUTORE

Joseph Kessel (1898-1979), avventuriero, giornalista e scrittore. Nasce in Argentina da padre ebreo di origine lituana. A diciassette anni inizia a collaborare con il «Journal des Débats». Nel 1916 si arruola volontario prima nell’artiglieria poi nell’aviazione e al termine della Grande Guerra viaggia come corrispondente in Irlanda, Israele, Berlino, nell’Africa sahariana e sul Mar Rosso. Durante la Seconda guerra mondiale si unisce alla Resistenza e insieme al nipote Maurice Druon compone il Chant des partisans, l’inno dei partigiani francesi. Dopo la Liberazione, ormai affermato reporter, si reca in Palestina, Africa, Birmania e Afghanistan. Nel 1962 viene eletto membro dell’Académie française.

Tra le sue opere ricordiamo Cavalieri selvaggi, Il leone e Bella di giorno, il romanzo da cui Luis Buñuel nel 1967 ha tratto l’omonimo film.

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